sabato 27 giugno 2009

Da I Cori dalla "Rocca"


Che vita è la vostra se non avete vita in comune?

Non esiste vita se non nella comunità,

Persino l'anacoreta che medita in solitudine,

Per il quale i giorni e le notti ripetono le lodi di DIO,

Prega per la Chiesa, il Corpo di Cristo incarnato.

E ora vivete dispersi su strade che si snodano come nastri,

E nessuno conosce il suo vicino o si interessa di lui

A meno che il suo vicino non gli arrechi disturbo,

Ma tutti corrono su e giù con le automobili,

Familiari con le vie ma senza un luogo in cui risiedere.

E nemmeno la famiglia si muove tutta unità,

Poichè ogni figlio vorrebbe la sua motocicletta,

E le figlie cavalcano sellini casuali.

Molto da abbattere, molto da costruire, molto da sistemare di nuovo;

Fate che l'opera non venga ritardata, che il tempo e il braccio non siano inutili;

L'argilla sia tratta dalla cava, la sega tagli la pietra,

Nella fucina il fuoco non si estingua.





O stanchezza di uomini che vi stornate da DIO

Per la grandezza della vostra mente e la gloria della vostra azione,

Per le arti e le invenzioni e le imprese temerarie,

Per gli schemi della grandezza umana del tutto screditata

Che riducete la terra e l'acqua al vostro servizio,

Che sfruttate i mari e sviscerate le montagne,

Che dividete le stelle in comuni e preferite,

Impegnati a ideare il frigorifero perfetto,

Impegnati a risolvere una morale razionale,

Impegnati a stampare più libri che potete,

A far progetti di felicità e a buttar via bottiglie vuote,

Passando dalla vacuità ad un febbrile entusiasmo

Per la nazione o la razza o ciò che voi chiamate umanità;

Sebbene abbiate dimenticato la via al Tempio

V'è una che ricorda la via alla vostra porta:

Potete eludere la Vita, ma non la Morte.

Non rinnegherete la Straniera.





Perchè gli uomini dovrebbero amare la Chiesa? Perchè

dovrebbero amare le sue leggi?

Essa ricorda loro la Vita e la Morte, e tutto ciò che vorrebbero scordare.

E' gentile dove sarebbero duri, e dura dove essi vorrebbero essere teneri.

Ricorda loro il Male e il Peccato, e altri fatti spiacevoli.

Essi cercano sempre di evadere

Dal buio esterno e interiore

Sognando sistemi talmente perfetti che più nessuno

avrebbe bisogno d'esser buono.

Ma l'uomo che è adombrerà

L'uomo che pretende di essere.

E il Figlio dell' Uomo non fu crocifisso una volta per tutte,

Il sangue dei martiri non fu versato una volta per tutte,

Le vite dei Santi non vennero donate una volte per tutte:

Ma il Figlio dell' Uomo è sempre crocifisso

E vi saranno sempre Martiri e Santi.

E se il sangue dei Martiri deve fluire sui gradini

Dobbiamo prima costruire i gradini;

E se il Tempio dev'essere abbattuto

Dobbiamo prima costruire il Tempio.
(T.S.Eliot)

venerdì 1 maggio 2009

IL MESE DI MARIA


Santa Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di fanciullo, puro e trasparente come una sorgente. Ottienimi un cuore semplice che non assapori le tristezze; un cuore grande nel donarsi, tenero e compassionevole; un cuore fedele e generoso, che non dimentichi alcun bene e non conservi rancore per nessun male. Forma in me un cuore dolce e umile, che ami senza domandare nulla, felice di perdersi in un altro cuore dinanzi al tuo divin Figlio. Donami un cuore aperto e indomabile, che nessuna ingratitudine possa chiudere e nessuna indifferenza stancare. Un cuore tormentato dalla passione per la gloria di Gesù Cristo, ferito dal suo amore, la cui piaga si rimargini solo in cielo. Amen.

venerdì 3 aprile 2009

DOVE SEI?




Dove ti sei nascosto, Amato?
Sola qui, gemente, mi hai lasciata!
Come il cervo fuggisti,
dopo avermi ferita;
gridando t'inseguii: eri sparito!

«Dove ti sei nascosto?» È come se l'anima dicesse: «Verbo, Sposo mio, mostrami dove sei nascosto». Con queste parole gli chiede di manifestarle la sua essenza divina, perché il «luogo dove è nascosto» il Figlio di Dio è, come dice san Giovanni, «il seno del Padre» (Gv 1,18), cioè l'essenza divina, inaccessibile a ogni occhio mortale e nascosta a ogni umana comprensione. Per questo Isaia, parlando con Dio, si è espresso in questi termini: «Veramente tu sei un Dio nascosto» (Is 45,15).

Occorre dunque notare che, per quanto grandi siano le comunicazioni e le presenze di Dio nei confronti dell'anima e per quanto alte e sublimi siano le conoscenze che un'anima può avere di Dio in questa vita, tutto questo non è l'essenza di Dio, né ha a che vedere con lui. In verità, egli rimane ancora nascosto all'anima. Nonostante tutte le perfezioni che scopre di lui, l'anima deve considerarlo un Dio nascosto e mettersi alla sua ricerca, dicendo: «Dove ti sei nascosto?» Né l'alta comunicazione né la presenza sensibile di Dio sono, infatti, una prova certa della sua presenza, come non sono testimonianza della sua assenza nell'anima l'aridità e la mancanza di tali interventi. Per questo il profeta Giobbe afferma: «Mi passa vicino e non lo vedo, se ne va e di lui non m'accorgo» (Gb 9,11).

Da ciò si può dedurre che se l'anima sperimentasse grandi comunicazioni, conoscenze di Dio o qualsiasi altra sensazione spirituale, non per questo deve presumere che tutto ciò sia un possedere Dio o essere più dentro di lui, oppure quello che sente o intende sia essenzialmente Dio, per quanto grande sia tutto questo. D'altra parte, se tutte queste comunicazioni sensibili e spirituali venissero a mancare, non per questo deve pensare che le manchi Dio... L'intento principale dell'anima, quindi, in questo verso non è chiedere solo la devozione affettiva e sensibile, che non dà la certezza evidente che si possiede per grazia lo Sposo in questa vita. Domanda soprattutto la presenza e la chiara visione della sua essenza, di cui desidera avere la certezza e possedere la gioia nella gloria.

giovedì 12 marzo 2009

PREGHIERA



E feci la mia preghiera e la mia confessione al Signore mio Dio: "Signore Dio, grande e tremendo, che osservi l'alleanza e la benevolenza verso coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti, abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi! Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali hanno in tuo nome parlato ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese. A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto, come avviene ancor oggi per gli uomini di Giuda, per gli abitanti di Gerusalemme e per tutto Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove tu li hai dispersi per i misfatti che hanno commesso contro di te. Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te; al Signore Dio nostro la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, non abbiamo ascoltato la voce del Signore Dio nostro, né seguito quelle leggi che egli ci aveva date per mezzo dei suoi servi, i profeti.
(Libro di Daniele 9,4-10)

lunedì 2 marzo 2009

GLI ANGELI CUSTODI


O santi angeli custodi dei miei genitori,
dei miei amici, e benefattori,
custoditeli e proteggeteli in modo speciale,
soccorreteli in tutti i loro bisogni,
durante la vita e soprattutto nell'ora della morte.

O santi angeli custodi del sommo pontefice,
dei vescovi e di tutti i pastori
che ci governano e ci guidano
verso le vie della salvezza;
concedete loro lo zelo, la prudenza,
i lumi e la santità necessari
per assolvere degnamente
le funzioni del loro ministero.

O santi angeli custodi di tutti coloro
che sono incaricati di governarci
nell’ordine delle cose temporali;
concedete loro la saggezza che Dio
donò a Salomone per governare il suo popolo.

O santi angeli custodi di tutti gli uomini
che non vi conoscono,
dimostrerò per loro il rispetto,
l’amore e la riconoscenza che meritate
per le cure che prodigate loro.
Che essi pervengano con voi al
Traguardo della felicità eterna.

O santi angeli custodi
di questa casa e dei suoi componenti,
concedeteci di vivere sempre uniti in pace,
e conduceteci ai piedi dell’Altissimo
per ricevere la corona dell’immortalità

domenica 15 febbraio 2009

L'AGNELLO INFURBITO


Un lupo che beveva in un ruscello
vidde, dall' antra parte de la riva,
l' immancabbile Agnello.
-Perché nun venghi qui? - je chiese er Lupo -
L' acqua , in quer punto, é torbida e cattiva
e un porco ce fa spesso er semicupo.
Da me, che nun ce bazzica er bestiame,
er ruscelletto é limpido e pulito... -
L' Agnello disse: - Accetterò l' invito
quanno avrò sete e tu nun avrai fame.

Trilussa

domenica 1 febbraio 2009

JESU DULCIS MEMORIA


Iesu dulcis memoria
Dans vera cordis gaudia
Sed super mel et omnia
Eius dulcis praesentia.
Nil canitur suavius
Nil auditur iucundius
Nil cogitatur dulcius
Quam Jesus Dei Filius.
Iesu, spes paenitentibus
Quam pius es petentibus
Quam bonus Te quaerentibus
Sed quid invenientibus?
Iesu dulcedo cordium
Fons vivus lumen mentium
Excedens omne gaudium
Et omne desiderium.
Nec lingua valet dicere
Nec littera exprimere
Expertus potest credere
Quid sit Iesum diligere.
Iesu Rex admirabilis
Et triumphator nobilis
Dulcedo ineffabilis
Totus desiderabilis.
Mane nobiscum Domine
Et nos illustra lumine
Pulsa mentis caligine
Mundum reple dulcedine.
Quando cor nostrum visitas
Tunc lucet ei veritas
Mundi vilescit vanitas
Et intus fervet Caritas.
Iesum omnes agnoscite
Amorem eius poscite
Iesum ardenter quaerite
Quaerendo in ardescite.
Iesu flos matris Virginis
Amor nostrae dulcedinis
Tibi laus honor numinis
Regnum beatitudinis.
Iesu summa benignitas
Mira cordis iucunditas
In comprehensa bonitas
Tua me stringit Caritas.
Iam quod quaesivi video
Quod concupivi teneo
Amore Iesu langueo
Et corde totus ardeo.
O Iesu mi dulcissime
Spes suspirantis animae
Te quaerunt piae lacrymae
Et clamor mentis intimae.
Sis, Iesu, nostrum gaudium,
Qui es futurus praemium:
Sit nostra in te gloria
Per cuncta semper saecula.

Amen.

(Bernardo
di Clairvaux)

giovedì 18 dicembre 2008

UNA GRANDE LUCE




Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Màdian.
Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando
e ogni mantello intriso di sangue
saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.
Perché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il potere
e il suo nome sarà:
Consigliere mirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace.
Grande sarà il suo potere
e la pace non avrà fine
sul trono di Davide e sul suo regno,
che egli viene a consolidare e rafforzare
con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.
Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.
Dal libro del profeta Isaìa

lunedì 15 dicembre 2008

LA TENEREZZA DEL PADRE


Se gli uomini sapessero ciò che è l'amore del Signore, in massa accorrerebbero a Cristo, ed egli li riscalderebbe tutti con la sua grazia. La sua misericordia è inesprimibile. Il Signore ama il peccatore pentito, e con tenerezza lo stringe al petto : « Dove eri, figlio mio ? Da lungo tempo ti sto aspettando » (Lc 15, 20). Il Signore chiama a lui tutti gli uomini mediante la voce del Vangelo, e la sua voce risuona nel mondo intero :
« Venite a me, voi tutti che siete affaticati, e io vi ristorerò (Mt 11, 28). Venite e bevete l'acqua viva (Gv 7, 37). Venite e imparate che io vi amo. Se io non vi amassi, non vi avrei chiamato. Non posso sopportare che si perda neanche una sola della mie pecore. Anche per una sola, il pastore va sui monti a cercarla dappertutto. Venite dunque a me, pecore mie. Vi ho create e vi amo. Il mio amore per voi mi ha spinto a venire sulla terra, e ho sopportato tutto per la vostra salvezza. Voglio che conosciate il mio amore e diciate, come gli Apostoli sul Monte Tabor : 'Signore, è bello per noi stare qui' » (Mc 9, 5)...

Hai attirato a te le anime dei santi, Signore, ed esse scorrono verso di te come fiumi silenziosi. Lo spirito dei santi si è attaccato a te, Signore, e si lancia verso di te, che sei nostra luce e nostra gioia. Il cuore dei tuoi santi si è stabilito nel tuo amore, Signore, e non può dimenticarti, nemmeno un'istante, neanche nel sonno, perché dolce è la grazia dello Spirito Santo.
(San Silvano (1886-1938), monaco ortodosso
Sofronio, Staret Silvano)

domenica 7 dicembre 2008

MAGNIFICAT



L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia.
Come aveva promesso ai nostri padri
ad Abramo e alla sua discendenza per sempre

giovedì 4 dicembre 2008

NELL'ATTESA...


Abbiamo abbandonato il Signore
fonte d'acqua viva, e ci siamo abbeverati
a cisterne avvelenate.

"Popolo mio, perchè spezzi i miei legami
e ti volgi a cose vane".
Così dice il Signore:
"Io che ti ho fatto e ti ho amato da sempre
sono da te abbandonato.
Io ti piantai come vigna preziosa,
ma tu non porti il tuo frutto".

Ora ricorda, mi seguivi nel deserto
eri sacro al mio nome,
mia primizia e mio tempio;
ora hai mutato col nulla la tua gloria,
neghi la tua infedeltà.
Chiedi il mio amore e la mia giustizia,
ma non ti stacchi dal male
Marina Valmaggi - Canto di Contrizione

sabato 29 novembre 2008

ECCO, VERRO' PRESTO




Mi mostrò poi un fiume d'acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello. In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall'altra del fiume si trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni mese; le foglie dell'albero servono a guarire le nazioni. E non vi sarà più maledizione. Il trono di Dio e dell'Agnello sarà in mezzo a lei e i suoi servi lo adoreranno; vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome sulla fronte. Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli. Poi mi disse: "Queste parole sono certe e veraci. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi ciò che deve accadere tra breve. Ecco, io verrò presto. Beato chi custodisce le parole profetiche di questo libro".
Apocalisse 22,1-7.

lunedì 17 novembre 2008

VOGLIO VIVERE!



Santa Madre

Il mio cuore è silenzioso e tace.

Arido è il mio spirito come un deserto.

Il dolore mi percuote quale vento impetuoso.

Il timore è seduto al mio fianco.

La speranza ha ali intorpidite

Ormai.

Chiedi per me

Chiedi per me che Egli venga.

Quale dolcissimo Ospite.

Come farmaco di salute.

Come acqua per l’arida gola.

Come vampa per membra gelate.

Sì, Dolce Riposo alla stanchezza.

Del vivere.

Vieni.

A invadere l’essere.

Tu.

Sterminato flagello Amoroso.

Prendi il posto che è solo Tuo.

Fammi vivere.

Voglio vivere!

giovedì 13 novembre 2008

ELUANA "DEVE" MORIRE!


PREGHIERA PER ELUANA ENGLARO
O Dio, amante e fonte della vita, noi ti lodiamo, ti glorifichiamo, ti
diciamo la nostra gratitudine ammirata e gioiosa per il dono della
nostra vita e per il dono della vita di ogni uomo, anche di chi sente
la vita solo come un peso ed una croce. Noi crediamo, o Signore,
che nessun uomo viene al mondo per caso, ma che ogni uomo è
sempre il termine vivo e personale del tuo amore di Creatore e di
Padre.
Da te illuminati, o luce del mondo, fa che sappiamo scorgere il
riflesso dello splendore del tuo volto, di te o Dio che sei Bellezza
infinita, sul volto di ogni uomo, sul piccolo volto che si sta formando
del bambino non ancora nato, sul volto triste di chi è colpito dalla
malattia e dal dolore, dalla solitudine e dall'emarginazione, sul volto
stanco dell'anziano e di chi sta per morire.
( Mons. Dionigi Tettamanzi )

sabato 25 ottobre 2008

BEATITUDINI



In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Dal Vangelo secondo Matteo

sabato 18 ottobre 2008

BALLATA DELL'AMORE VERO


Io vorrei volerti bene come ti ama Dio
con la stessa passione, con la stessa forza
con la stessa fedeltà che non ho io.
Mentre l'amore mio
è piccolo come un bambino
solo senza la madre
sperduto in un giardino.
Io vorrei volerti bene come ti ama Dio
con la stessa tenerezza, con la stessa fede
con la stessa libertà che non ho io.
Mentre l'amore mio
è fragile come un fiore
ha sete della pioggia
muore se non c'è il sole.
Io ti voglio bene e ne ringrazio Dio
che mi dà la tenerezza, che mi dà la forza
che mi dà la libertà che non ho io.
Claudi Chieffo

martedì 7 ottobre 2008

CUORE


Fabrizio de Andrè " Un Malato di Cuore"

Cominciai a sognare anch’io insieme a loro
poi l’anima d’improvviso prese il volo.

Da ragazzo spiare i ragazzi giocare
al ritmo balordo del tuo cuore malato
e ti viene la voglia di uscire e provare
che cosa ti manca per correre al prato,
e ti tieni la voglia, e rimani a pensare
come diavolo fanno a riprendere fiato.

Da uomo avvertire il tempo sprecato
a farti narrare la vita dagli occhi
e mai poter bere alla coppa d’un fiato
ma a piccoli sorsi interrotti,
e mai poter bere alla coppa d’un fiato
ma a piccoli sorsi interrotti.

Eppure un sorriso io l’ho regalato
e ancora ritorna in ogni sua estate
quando io la guidai o fui forse guidato
a contarle i capelli con le mani sudate.

Non credo che chiesi promesse al suo sguardo,
non mi sembra che scelsi il silenzio o la voce,
quando il cuore stordì e ora no non ricordo,
se fu troppo sgomento o troppo felice.

E il cuore impazzì e ora no non ricordo
da quale orizzonte sfumasse la luce.

E fra lo spettacolo dolce dell’erba
fra lunghe carezze finite sul volto,
quelle sue cosce color madreperla
rimasero forse un fiore non colto.

Ma che la baciai questo sì lo ricordo
col cuore ormai sulle labbra,
ma che la baciai, per Dio, sì lo ricordo,
e il mio cuore le restò sulle labbra.

E l’anima d’improvviso prese il volo
ma non mi sento di sognare con loro
no non mi riesce di sognare con loro

martedì 30 settembre 2008

DUE CITTA'


Ci sono due città; l'una chiamata Babilonia e l'altra Gerusalemme. Osservate i nomi di queste due città: Babilonia significa " confusione ", Gerusalemme significa " visione di pace ". Guardate ora la città della confusione, per comprendere la visione di pace. Sopportate quella, sospirate a questa.

Come possono essere riconosciute queste due città? Possiamo forse separarle ora l'una dall'altra? Sono mischiate; anzi, dall'inizio del genere umano avanzano mischiate sino alla fine del mondo. Gerusalemme iniziò con Abele, Babilonia con Caino, anche se gli edifici delle due città sono stati costruiti più tardi... Orbene, queste due città furono costruite in determinate epoche come figura delle altre due città, la cui origine risale molto più indietro nel tempo e debbono rimanere in questo mondo sino alla fine dei tempi e poi, alla fine, essere separate. Come possiamo noi conoscerle attualmente, se esse sono mescolate? Ce le mostrerà in chiara luce il Signore, quando porrà gli uni a destra e gli altri a sinistra (Mt 25,33)...

Possiamo tuttavia mettere in risalto alcuni elementi in base ai quali distinguere anche in questo tempo i cittadini di Gerusalemme, dai cittadini di Babilonia. A queste due città danno origine due amori: l'amore di Dio è all'origine di Gerusalemme; l'amore del mondo a quella di Babilonia. Chieda dunque ciascuno a se stesso che cosa ami e vedrà di quale città è cittadino. Se scoprirà di essere cittadino di Babilonia, estirpi la cupidigia e faccia fiorire la carità; se invece scoprirà di essere cittadino di Gerusalemme, sopporti la prigionia e speri nella libertà. Infatti molti cittadini della santa madre Gerusalemme (Gal 4,26) un tempo erano prigionieri di Babilonia...

E come potrà rinascere in noi l'amore per la nostra città, di cui ci eravamo dimenticati nel lungo esilio? Proprio per questo il Padre nostro ci ha inviato delle lettere: Dio ci ha dato le Scritture. Per tali lettere rinasce in noi il desiderio di tornare in patria.

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
Esposizione sul salmo 64

sabato 27 settembre 2008

O DIO, TI CHIAMO


O Dio, ti chiamo
***
Al cominciare del giorno,
Dio, ti chiamo.
Aiutami a pregare,
a raccogliere i miei pensieri su di te;
da solo non sono capace.

C’è buio in me,
in te invece c’è luce;
sono solo, ma tu non m’abbandoni;
non ho coraggio, ma tu mi sei d’aiuto;
sono inquieto, ma in te c’è la pace;
c’è amarezza in me, in te pazienza;
non capisco le tue vie,
ma tu sai qual è la mia strada.

Padre del cielo,
siano lode e grazie a te
per la quiete della notte,
siano lode e grazie a te
per il nuovo giorno.

Signore,
qualunque cosa rechi questo giorno,
il tuo nome sia lodato!


Dietrich Bonhoeffer
Grazie a Giacabi La Roccia Splendente

giovedì 11 settembre 2008

SENSO RELIGIOSO


" Se l'uom tra bara e culla
Si perpetua, e le sue croci
Son legno di un tronco immortale
E le sue tende frale germoglio
D'inesausto rigoglio,
Questo è cieco destin che si trastulla?
Se van dall'universo eterne voci
e dagli atomi ai soli si marita
Fra glorie ardenti e tenebrosi falli
Una grandezza infinita
Che lo spirito intende,
Questo è per nulla?

Clemente Rebora

La Bella La Bestia e il Cavaliere

La Bella La Bestia e il Cavaliere